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Ecuba 2005
Il dramma
in breve

L’Ecuba è una tragedia di Euripide, tragediografo greco del V secolo a. C. Il dramma appartiene al ciclo troiano, riguardante la storia in chiave mitica della città di Troia. L’Ecuba, ambientata nel campo greco dinanzi a Troia, si apre con una tetra apparizione: il figlio minore di Ecuba, Polidoro, si ripresenta sotto inaspettate spoglie, quelle di un fantasma. Infatti, il ragazzo era stato affidato dalla madre, ancora bambino, al re della Tracia Polimestore, affinché venisse preservato dalle atrocità della imminente guerra di Troia. Lo spietato re, però, desideroso di impossessarsi delle ricchezze del giovane, lo aveva ucciso. Intanto, il fantasma di Achille genera venti avversi: chiede che venga sacrificata la vergine Polissena, anch’ella figlia di Ecuba. Solo questo garantirà il ritorno in patria agli Achei.

Ad intensificare l’atmosfera cupa è l’entrata in scena della madre, Ecuba, che ancora non è a conoscenza delle sorti dei figli, sebbene ne abbia il sospetto, visto un incubo angoscioso che ella stessa aveva fatto. Una volta scoperto il destino a cui va incontro la figlia, è disperata. Ma non c’è nulla da fare: piuttosto che vivere in modo disonorevole, Polissena sceglie di sacrificarsi gloriosamente. Le sciagure della regina, però, non si sono ancora esaurite: un’ancella giunge dalla spiaggia portando il cadavere di Polidoro. Tramutato il suo dolore in rabbia, Ecuba comincia a meditare la sua vendetta: ottenuto il benestare di Agamennone, attira nella tenda Polimestore con i suoi due figlioletti, promettendogli un tesoro nascosto. Con l’aiuto delle schiave troiane, Ecuba accecherà il re ed ucciderà i figli. Furente di rabbia, Polimestore invocherà a sua volta la vendetta di Agamennone che, però, ascoltate le due versioni dei fatti, darà ragione ad Ecuba, relegando Polimestore in un’isola deserta. Quest’ultimo otterrà comunque la sua vendetta: predice la metamorfosi di Ecuba in cagna e l'omicidio di Agamennone per mano della moglie Clitemnestra.

Intervista a
Valeria Testa,
Giovanna Palmieri 
e Salvatore Rossi
Lo spettacolo
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